Partito Comunista Internazionale "Dall’Archivio della Sinistra"

Terza Internazionale 
2° Congresso - luglio 1920

 
 

Direttive sulle condizioni di costituzione dei Consigli Operai
(Zinoviev)




 

1. I consigli dei deputati operai (soviet) nacquero per la prima volta nel 1905 all’apogeo del movimento rivoluzionario dei lavoratori russi. Già nel 1905 il soviet di Pietroburgo compì i primi passi inconsapevoli sulla via della conquista del potere. Esso era allora forte nella sola misura in cui aveva delle prospettive di conquista del potere politico. Non appena la controrivoluzione zarista si rafforzò, il soviet, dopo un breve periodo di agonia, cessò addirittura di esistere.

2. Quando nel 1916, agli inizi di una nuova e ampia ripresa rivoluzionaria in Russia, nacque l’idea di organizzare immediatamente i consigli operai, il partito bolscevico mise in guardia gli operai a non voler creare subito i soviet, richiamando la loro attenzione sul fatto che la loro costituzione è opportuna solo quando la rivoluzione è già cominciata ed è all’ordine del giorno la lotta diretta per la conquista del potere.

3. All’inizio della rivoluzione del 1917 i soviet dei deputati operai in Russia si trasformarono immediatamente in soviet degli operai e dei soldati, attrassero nel campo della loro influenza vaste masse popolari e raggiunsero ben presto una straordinaria autorità, perché la forza reale era dalla loro parte e nelle loro mani. Ma allorché la borghesia liberale si riebbe dalla sorpresa dei primi colpi rivoluzionari, e i socialtraditori, i socialrivoluzionari e i menscevichi aiutarono la borghesia russa a prendere in mano il potere, l’importanza dei soviet cominciò a diminuire. Soltanto dopo gli avvenimenti del luglio 1917 e il fallimento della campagna controrivoluzionaria di Kornilov, quando più ampie masse popolari si misero in movimento e quando lo sfacelo del governo controrivoluzionario e conciliatore borghese apparve evidente, i soviet operai ricominciarono a rafforzarsi e ben presto acquistarono nel paese un’importanza decisiva.

4. La storia delle rivoluzioni tedesca e austriaca dimostra la stessa cosa. Quando ampie masse operaie insorsero, quando la marea rivoluzionaria crebbe fino a sommergere le roccaforti delle monarchie Asburgo e Hohenzollern, in Germania e in Austria sorsero come per forza spontanea i consigli di operai e di soldati. In un primo tempo il potere reale fu nelle loro mani e i consigli si avviavano a diventare una forza effettiva. Ma quando, per una serie di circostanze storiche, il potere passò alla borghesia e ai controrivoluzionari socialdemocratici, i consigli cominciarono ben presto a svuotarsi e infine si disgregarono. Durante il breve periodo del fallito putsch controrivoluzionario di Kapp-Luttwitz, per qualche giorno i consigli in Germania ricomparvero sulla scena. Ma quando la lotta terminò ancora una volta con la vittoria della borghesia e dei socialtraditori, questi consigli che avevano ricominciato a rialzare la testa si spensero.

5. I fatti citati dimostrano che per la creazione dei soviet sono necessarie determinate condizioni. È possibile organizzare soviet di operai e trasformarli in soviet di operai e soldati soltanto a queste tre condizioni:
     a) che vi sia una spinta rivoluzionaria di massa tra vastissimi strati di lavoratori e di lavoratrici, di soldati e di popolazione attiva in generale;
     b) che la crisi economica e politica si acuisca a tal punto che il potere cominci a sfuggire dalle mani del governo esistente;
     c) che sia maturata tra le file di sostanziosi strati di operai e soprattutto del partito comunista la disposizione ad iniziare una lotta decisa, sistematica e pianificata per il potere.

6. In mancanza di queste condizioni, i comunisti possono e debbono propagandare in modo sistematico e tenace l’idea dei soviet, popolarizzarla tra le masse, mostrare ai più vasti strati della popolazione che i soviet sono l’unica forma adeguata di Stato come trapasso verso il pieno comunismo. Ma l’organizzazione immediata dei soviet è impossibile in assenza delle condizioni succitate.

7. Il tentativo dei socialtraditori in Germania di inserire i soviet nel sistema costituzionale generale borghese appare oggettivamente un tradimento della causa operaia e un inganno verso i lavoratori. Infatti i veri e propri soviet sono possibili soltanto come forma di organizzazione statale che abolisce la democrazia borghese, la distrugge e la sostituisce con la dittatura dei lavoratori.

8. La propaganda dell’ala destra degli “indipendenti” ( Hilferding, Kaustky ed altri), mirante a dimostrare la conciliabilità del sistema sovietico con un’assemblea nazionale borghese, equivale a una totale incomprensione delle leggi di sviluppo della rivoluzione proletaria o alla consapevole volontà di ingannare la classe lavoratrice. I Soviet significano dittatura del proletariato. L’assemblea nazionale significa dittatura della borghesia. È impossibile unire e conciliare la dittatura del proletariato e la dittatura della borghesia.

9. La propaganda di singoli rappresentanti dell’ala sinistra dell’USPD (Partito socialdemocratico tedesco indipendente), i quali propongono agli operai un elucubrato e arido piano per un "sistema di consigli" senza alcun rapporto con lo sviluppo reale della guerra civile, è un’azione pedantesca che distoglie gli operai dai compiti quotidiani della lotta reale per il potere.

10. I tentativi di singoli gruppi comunisti in Francia, in Italia, in America e in Gran Bretagna di creare soviet che non abbracciano grandi masse di lavoratori e che perciò non possono scendere direttamente in campo per la conquista del potere, non fanno che danneggiare il vero lavoro preparatorio per una rivoluzione sovietica. Questi “soviet” artificiali, da serra calda, si trasformano nella migliore delle ipotesi in piccole associazioni propagandistiche in favore del potere sovietico; nell’ipotesi peggiore questi soviet mal riusciti possono soltanto compromettere l’idea del potere sovietico agli occhi di ampi strati popolari.

11. Una situazione particolare si è sviluppata in Germania e in Austria, dove la classe operaia è riuscita a consolidare consigli operai che abbracciano la grande massa dei lavoratori. Qui la situazione ricorda quella del periodo febbraio-ottobre 1917 in Russia. I consigli operai in Germania e in Austria rappresentano quindi un fattore politico di primo piano e costituiscono il germe del nuovo potere. È chiaro che in un tale stato di cose, i comunisti debbono partecipare ai consigli operai e aiutarli a permeare l’intera vita sociale, economica e politica del paese; è ovvio che debbono costituire frazioni comuniste entro i consigli operai e appoggiarne in ogni modo lo sviluppo.

12. Senza rivoluzione i soviet non sono possibili. Senza la rivoluzione proletaria i soviet si trasformano inevitabilmente in una parodia di soviet. I veri e propri soviet di massa appaiono come la forma storicamente data della dittatura del proletariato. Tutti i partigiani seri e sinceri del potere sovietico debbono fare un uso accurato dell’idea dei soviet e propagandarla incessantemente fra le masse; ma possono procedere alla realizzazione immediata dei soviet unicamente se esistono le condizioni preliminari sopra indicate.