Partito Comunista Internazionale
Il Partito Comunista N. 417 - Anteprima

anno XLIX - [ Pdf ]

Indice dei numeri

Numero precedente - successivo

Aggiornato al 22 luglio 2022

organo del partito comunista internazionale
DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: – la linea da Marx a Lenin, alla fondazione della III Internazionale, a Livorno 1921, nascita del Partito Comunista d’Italia, alla lotta della Sinistra Comunista Italiana contro la degenerazione di Mosca, al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani – la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario, a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco
PAGINA 1 Arresto dei dirigenti del SICobas e di Usb
Piacenza, sabato 23 luglio. Il fronte unico sindacale di classe unica strada per difendere i lavoratori dagli attacchi del padronato e dello Stato
A united class union front is the only way to defend workers from attacks by the bosses and the State
Le front uni syndical de classe est la seule voie possible pour défendre les travailleurs contre les attaques des patrons et de l’État
İşçileri Patronların ve Devletin Saldırılarına Karşı Korumanın Tek Yolu Birleşik bir Sınıf Sendikası Cephesidir
Jednotná odborová třídní fronta je jediným způsobem, jak bránit pracující před útoky šéfů a Státu
PAGINA 2
Per il sindacato di classe Roma, 18 giugno - Lottare per non pagare i costi della guerra imperialista è il primo passo concreto per fermarla! [pdf]
PAGINA 5
PAGINA 6-8


PAGINA 1



Roma, sabato 18 giugno 2022
Lottare per non pagare i costi della guerra imperialista è il primo passo concreto per fermarla!


[pdf]

La guerra che si combatte in Ucraina è uno scontro fra potenze imperialiste che si contendono il mondo. Delle condizioni di vita della popolazione ucraina, al regime di Mosca, ma anche a quelli di Kiev, d’Europa e d’America, non importa nulla: sono tutti regimi borghesi interessati solo ai proventi economici che quel paese e lo sfruttamento della sua classe lavoratrice possono offrire loro.

La classe dominante d’Ucraina – un vaso di coccio fra vasi di ferro – è sempre stata divisa e dubbiosa se vendersi a Mosca o a Washington. In un caso o nell’altro per essa i lavoratori ucraini sono solo strumenti da sfruttare e mandare al macello per i propri interessi borghesi.

Lo stesso vale naturalmente per la borghesia russa – che manda ad ammazzare e a farsi ammazzare i giovani proletari russi, sfrutta e opprime la classe lavoratrice di quel vasto paese – e in tutti i paesi: siano essi totalitari, democratici o che ancora usurpano il nome di socialista, come già fece l’Unione Sovietica dopo la controrivoluzione staliniana, in tutti i paesi la realtà sociale e politica è quella della dittatura del capitale sulla classe operaia.

Per questo i lavoratori non hanno una patria da difendere ma solo un regime politico da abbattere, con la rivoluzione, e un mondo intero da conquistare, unendosi al di sopra dei fittizi e anti-storici confini nazionali. “Proletari di tutto il mondo unitevi!” è la prima e sempre più attuale parola d’ordine comunista.

Al di sopra dei contrasti di interessi economici e – di conseguenza – militari, tutte le borghesie nazionali sono unite dall’interesse che la guerra sia combattuta e verso di essa spingono i lavoratori, inondandoli con fiumi di propaganda bellicista, nazionalista, partigiana, resistenziale.

La guerra conviene ai regimi borghesi perché è la sola soluzione alla crisi economica mondiale – altrimenti irrisolvibile e causata dalla sovrapproduzione di merci – e perché divide e sottomette la classe lavoratrice internazionale, con un massacro fratricida. Interesse vitale dei lavoratori di tutto il mondo è rifiutarsi di combattere la guerra imperialista e combattere invece la propria guerra sociale, in difesa delle proprie condizioni di vita e di lavoro e per liberarsi dal capitalismo.

La guerra in Ucraina – ultimo anello della catena di conflitti imperialisti per procura che mai sono cessati e hanno prima martoriato il Medio Oriente, l’Afghanistan, l’Africa, i Balcani – è un passo decisivo verso una terza guerra mondiale, a cui la crisi economica mondiale del capitalismo spinge inesorabilmente tutti gli Stati borghesi e che sarà inevitabile, se a impedirla non sarà la classe lavoratrice, l’unica in grado di farlo con la sua mobilitazione.

La guerra in Ucraina colpisce innanzitutto la popolazione di quel paese e i soldati ucraini e russi, cioè come sempre in gran parte i proletari. Ma sta già colpendo anche i lavoratori di tutto il mondo, con le sue conseguenze economiche. Già sono in atto rivolte in Iran, Sri Lanka, Perù. In tutti i paesi i regimi borghesi vogliono far pagare i costi della guerra ai lavoratori, convincendoli che si tratti di un sacrificio necessario.

Intanto la borghesia con la guerra fa grandi affari. In Italia i maggiori gruppi industriali e finanziari – Eni, Enel, Leonardo, Fincantieri e le banche collegate – stanno incrementando i loro profitti. Tutti gruppi industriali proprietà dello Stato italiano, che come ogni Stato borghese è il primo interessato a che la guerra imperialista sia combattuta.

Il primo passo per impedire e fermare la guerra imperialista è iniziare a combattere la guerra sociale dei lavoratori, la lotta di classe in difesa delle proprie condizioni di vita, per non pagarne i costi economici.

All’aumento dell’inflazione che riduce i salari reali, bisogna rispondere organizzandosi nel sindacalismo conflittuale – battendosi per l’unità d’azione dei sindacati di base e di essi con le aree conflittuali in Cgil – per promuovere un movimento generale di scioperi per ottenere:
     - forti aumenti salariali, maggiori per le categorie e qualifiche peggio pagate !
     - salario pieno ai lavoratori disoccupati !
     - riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario !

 

 

 

 


Piacenza, sabato 23 luglio 2022
Arresto dei dirigenti del SICobas e di Usb
Il fronte unico sindacale di classe unica strada per difendere i lavoratori dagli attacchi del padronato e dello Stato

L’inchiesta contro il SI Cobas e l’Usb, con l’arresto di 8 dirigenti nazionali e locali dei due sindacati, è l’ultimo attacco contro le organizzazioni sindacali di classe in Italia. Fra le manovre poliziesche e giudiziarie passate basti ricordare l’arresto del Coordinatore nazionale del SI Cobas nel gennaio 2017, le perquisizioni e gli arresti del marzo 2021 contro lavoratori e dirigenti del SI Cobas piacentino e quelle nello stesso mese contro i delegati dell’Usb al porto di Genova. Ma le denunce, i fogli di via e i processi sono centinaia, e seguono agli attacchi fisici compiuti sul campo, con lo sgombero violento dei picchetti durante gli scioperi da parte delle forze dell’ordine.

A ciò si aggiungono le manovre dei sindacati di regime, organizzazioni non più riconquistabili dalla classe lavoratrice, e quelle della politica borghese di ogni colore. Ormai da due anni è in atto una contro-offensiva della Cgil nella logistica, con la stipula di accordi con grandi aziende committenti che, se da un lato prevedono l’assunzione diretta dei lavoratori superando il sistema degli appalti, dall’altro annullano le condizioni migliori conquistate con le lotte dai sindacati di base (SI Cobas, Adl Cobas, Usb), ed escludono questi dalle trattative, e riducono o eliminano i loro iscritti nei magazzini interessati.

Cgil, Cisl e Uil da quando sono iniziate nel 2010 le lotte nella logistica hanno sempre invocato l’intervento delle istituzioni, e collaborato con esse, per ripristinare la “legalità” nel settore, cioè per far cessare le lotte operaie, vedere garantita la loro forza sindacale ed eliminata quella dei sindacati di base. Il loro silenzio di fronte agli arresti dei dirigenti di SI Cobas e Usb è complice e consenziente.

I governi borghesi che si sono avvicendati, con perfetta continuità al di sopra delle alchimie parlamentari, hanno varato provvedimenti per colpire le lotte operaie e peggiorare le condizioni dei lavoratori. Due esempi eclatanti di ciò sono stati i cosiddetti Decreti Sicurezza e – uno degli ultimi atti del governo Draghi – la modifica del Codice Civile che annulla la “responsabilità in solido” del committente, impedendo ai lavoratori di recuperare il salario non pagato dalle aziende nei cambi di appalto.

Tutto questo agire e manovrare – poliziesco, giudiziario, sindacale, politico – è espressione di un dato sociale e politico evidente: finché la lotta dei lavoratori viene sconfitta essa suscita le ipocrite lacrime di coccodrillo della stampa e dei partiti borghesi, utili a imprigionare i proletari nel ruolo di vittime; quando invece diviene vincente – per determinazione, organizzazione e metodi di lotta – allora non può essere sopportata dalla classe borghese e dal suo regime politico, che vi scaglia contro tutte le sue armi. Una volta di più è dimostrato che la democrazia è una maschera della dittatura del capitale sulla classe operaia.

Oggi questa nuova offensiva giudiziaria avviene a un livello superiore a quelle precedenti, coinvolgendo i due maggiori sindacati di base d’Italia. Questo non è un caso perché il regime borghese è fortemente preoccupato della situazione sociale che va delineandosi. L’economia capitalistica mondiale continua ad annaspare nella irrisolvibile crisi di sovrapproduzione. La crescita dell’inflazione, in atto già dalla seconda metà dell’anno scorso, si è aggravata con l’esplodere della guerra imperialista in Ucraina, e continua a erodere i salari. In diversi paesi del mondo sono già in atto lotte e rivolte. Il capo della Cgil nelle settimane scorse ha avvisato governo e padroni circa il rischio della ripresa di lotte operaie per il salario e ha ribadito la funzione essenziale dei sindacati di regime (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) per impedire che ciò accada. Da ultimo la Cgil ha dato mostra di tutta il suo servilismo verso il regime borghese manifestando il suo sostegno al governo.

Il teatrino politico borghese, dal canto suo, s’è dato a dibattere circa l’istituzione di un salario minimo, al solo scopo di prevenire i lavoratori dallo scendere in lotta per ottenere, con gli scioperi, consistenti aumenti salariali.

Questa nuova manovra giudiziaria ha però avuto la pronta risposta di SI Cobas, Usb e del resto del sindacalismo di base, non piangendo per la democrazia violata e invocando questo inganno ideologico contro i proletari, ma con scioperi nei magazzini e manifestazioni in tante città, già il giorno successivo gli arresti. SI Cobas, Usb e tutto il sindacalismo di base hanno finalmente risposto in modo pronto, compatto e convocato unitariamente la manifestazione di oggi.

Questo FRONTE UNICO SINDACALE DI CLASSE è la strada da continuare a percorre, non solo per porsi al fianco dei militanti sindacali oggi sotto arresto, ma per organizzare nei mesi a venire la lotta dei lavoratori in difesa delle loro condizioni di vita, per forti aumenti salariali, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, contro Stato, governo, padroni e sindacati di regime!


* * *


Piacenza, Saturday, July 23, 2022
On the Arrest of the SI Cobas and USB Leaders
A united class union front is the only way to defend workers from attacks by the bosses and the State

The investigation against SI Cobas and USB, with the arrest of eight national and local leaders of the two unions, is the latest attack on class-based unions in Italy. Past police and judicial maneuvers include the arrest of the SI Cobas National Coordinator in January 2017, the searches and arrests in March 2021 against workers and leaders of the SI Cobas in Piacenza, and those in the same month against USB delegates at the Genoa port. But the denunciations, dismissal notices, and prosecutions numbering in the hundreds, and follow the physical attacks carried out on the ground, with the security forces violently breaking up the picket lines during strikes.

Added to this are the maneuvers of the regime unions, organizations that can no longer be won back by the working class, as they belong to bourgeois politics of all colors. For two years now, a CGIL counter-offensive has been underway in logistics, with the signing of agreements with large contracting companies that, while providing for the direct hiring of workers by overcoming the contracting system, also nullify the better conditions won through struggles by the grassroots unions (SI Cobas, ADL Cobas, USB), and excluding the rank and file unions in company negotiations, and reducing or eliminating their members in those warehouses.

Since the logistics sector struggles began in 2010, the regime union federations CGIL, CISL and UIL have always called for government intervention, and collaborated with them, in order to restore “legality” in the sector, that is, to put an end to workers’ struggles, as well as to see their own strength as unions guaranteed and that of the grassroots unions eliminated. Their silence in the face of the arrests of the leaders of SI Cobas and USB is complicit and consenting.

Successive bourgeois governments, with perfect continuity when it comes parliamentary chemistry, have passed measures to attack workers’ struggles and worsen workers’ conditions. Two striking examples of this were the so-called Security Decrees and – one of the latest acts of the Draghi government – the amendment to the Civil Code that nullifies the “joint and several liability” of the employer, which prevents workers from recovering unpaid wages from companies in contract changes.

All this acting and maneuvering – police, judicial, trade union, political – is an expression of an obvious social and political fact: as long as the workers’ struggle is defeated it arouses the hypocritical crocodile tears of the bourgeois press and parties, useful for imprisoning the proletarians in a simple role of helpless victimization; when, on the other hand, it becomes victorious – in terms of determination, organization and ways of struggle – then the bourgeois class and its political regime finds it unendurable, and throws all its weapons at it. Once again it’s proven that democracy is a mask of the dictatorship of capital over the working class.

This new judicial offensive today is far more intense than previous ones, involving the two largest grassroots unions in Italy. This is no accident because the bourgeois regime is greatly concerned about the emerging social situation. The world capitalist economy continues to thrash around in the unsolvable crisis of overproduction. Rising inflation, which has been going on since the second half of last year, has worsened with the outbreak of the imperialist war in Ukraine, and continues to erode wages. Struggles and uprisings are already underway in several countries around the world. The head of the CGIL in recent weeks has warned the government and bosses about the risk of the resumption of workers’ struggles over wages and reiterated the essential function of the regime unions (CGIL, CISL, UIL, UGL) in preventing this from happening. Lastly, the CGIL showed its total servility to the bourgeois regime by manifesting its support for the government.

The bourgeois political theater, for its part, has been debating about establishing of a minimum wage, for the sole purpose of preventing workers from going out in struggle to obtain, through strikes, actually substantial wage increases.

However, this new judicial maneuver had the prompt response of SI Cobas, USB and the rest of grassroots trade unionism, not by crying about supposed democracy being violated and invoking this ideological deception against the proletarians, but with strikes in the warehouses and demonstrations in many cities, in the day immediately following the arrests. SI Cobas, USB and all of grassroots trade unionism have finally responded in a unified and organized fashion with today’s demonstration.

This unity is an example of a UNITED CLASS UNION FRONT and is the correct road to continue on, not only to stand in solidarity with the union militants under arrest today, but to organize the workers’ struggles in defense of workers’ living conditions in the months to come, for large wage increases, for a reduction of working hours for equal pay, against the State, government, bosses and regime unions!


* * *


Piacenza, Samedi 23 juillet 2022

Il s’agit d’un tract distribué par nos camarades italiens à Piacenza suite à l’arrestation en ce mois de juillet 2022 de militants de syndicats de base SI Cobas et l’Usb, nés en dehors et contre les syndicats de régime italiens tels la Cgil, Cisl, Uil, Ugl.


Le front uni syndical de classe est la seule voie possible pour défendre les travailleurs contre les attaques des patrons et de l’État

L’enquête contre le SI Cobas et l’Usb, avec l’arrestation de 8 dirigeants nationaux et locaux des deux syndicats, est la dernière attaque en date contre les organisations syndicales de classe en Italie.

Parmi les manœuvres policières et judiciaires du passé, il suffit de rappeler l’arrestation du coordinateur national du SI Cobas en janvier 2017, les perquisitions et les arrestations en mars 2021 contre les travailleurs et les dirigeants de la SI Cobas de Piacenza et ceux du même mois contre les délégués de l’Usb au port de Gênes. Mais les dénonciations, les mandats de quitter les lieux et les procès se comptent par centaines, et suivent les attaques physiques menées sur le terrain, avec l’expulsion violente des piquets durant les grèves par les forces de l’ordre.

A cela s’ajoutent les manœuvres des syndicats du régime, Cgil, Cisl et Uil, organisations qui ne peuvent plus être reconquises par la classe travailleuse, et celles de la politique bourgeoise de toutes les nuances. Désormais, depuis deux ans, il y a une contre-offensive de la CGIL dans le domaine de la logistique, avec la conclusion d’accords avec de grandes entreprises contractantes qui, d’une part, prévoient l’embauche directe de travailleurs, en dehors du système des contrats, d’autre part l’annulation des meilleures conditions gagnées avec les luttes des syndicats de base (SI Cobas, Adl Cobas, Usb), l’exclusion de ces derniers des négociations, la réduction ou l’élimination de l’influence des syndicats de base, l’exclusion de leurs membres dans les tractations, la réduction ou l’élimination de leurs inscrits dans les entrepôts concernés.

Cgil, Cisl et Uil, depuis le début des luttes dans la logistique en 2010, ont toujours appelé à l’intervention des institutions, et collaboré avec elles, pour rétablir la "légalité" dans le secteur, c’est-à-dire pour mettre fin aux luttes des travailleurs, et voir leur force syndicale garantie et celle des syndicats de base éliminée. Leur silence face aux arrestations des dirigeants de SI Cobas et Usb montre leur complicité et leur consentement.

Les gouvernements bourgeois qui se sont succédés, avec une parfaite continuité au-dessus de l’alchimie parlementaire, ont adopté des mesures visant à s’attaquer aux luttes des travailleurs et à aggraver leurs conditions de vie. En sont deux exemples frappants d’une part les décrets dits de sécurité - l’un des derniers actes du gouvernement Draghi –, et d’autre part l’amendement du code civil qui annule la "responsabilité solidaire" du donneur d’ordre, empêchant les travailleurs de recouvrer les salaires impayés par les entreprises lors des changements de contrat.

Tous ces agissements et toutes ces manœuvres - policières, judiciaires, syndicales, politiques - sont l’expression d’une situation sociale et politique évidente : tant que la lutte des travailleurs est vaincue, elle provoque les larmes de crocodile hypocrites de la presse et des partis bourgeois, utiles pour enfermer les prolétaires dans le rôle de victimes ; quand au contraire elle devient victorieuse - en raison de la détermination, l’organisation et les méthodes de lutte - alors elle ne peut être supportée par la classe bourgeoise et son régime politique, qui utilise contre elle toutes ses armes. Une fois de plus, il est démontré que la démocratie est le masque de la dictature du capital sur la classe travailleuse.

Aujourd’hui, cette nouvelle offensive judiciaire se déroule à un niveau plus élevé que les précédentes, impliquant les deux plus grands syndicats de base en Italie. Ce n’est pas un hasard car le régime bourgeois est fortement préoccupé par la la situation sociale qui s’annonce. L’économie capitaliste mondiale continue à patauger dans la crise insoluble de la surproduction. La hausse de l’inflation, déjà amorcée depuis le second semestre de l’année dernière, s’est aggravée avec le déclenchement de la guerre impérialiste en Ukraine, et continue à éroder les salaires. Dans plusieurs pays du monde, des luttes et des révoltes ont déjà lieu. Le chef de la Cgil dans les semaines écoulées a mis en garde gouvernement et patrons du risque de la reprise de luttes des travailleurs pour le salaires, réaffirmant ainsi la fonction essentielle des syndicats de régime (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) d’éviter que cela n’arrive !

Au cours des dernières semaines, la CGIL a montré toute sa servilité à l’égard du régime bourgeois en manifestant son soutien au gouvernement. Le théâtre politique bourgeois, quant à lui, a débattu de l’institution d’un salaire minimum, dans le seul but d’empêcher les travailleurs de lutter pour obtenir par des grèves des augmentations de salaire substantielles.

Cette nouvelle manœuvre judiciaire a toutefois suscité une réaction rapide de la part de SI Cobas, de l’Usb et du reste du syndicalisme de base, non pas en dénonçant la violation de la démocratie ni en invoquant cette tromperie idéologique contre les prolétaires, mais avec des grèves d’entrepôts et des manifestations dans de nombreuses villes, dès le lendemain des arrestations. SI Cobas, Usb et tout le syndicalisme de base ont finalement répondu de manière rapide, compacte en convoquant de façon unitaire la manifestation d’aujourd’hui. Ce FRONT UNI SYNDICAL DE CLASSE est la voie à poursuivre, non seulement pour se tenir aux côtés des militants syndicaux arrêtés, mais pour organiser dans les mois à venir la lutte des travailleurs pour la défense de leurs conditions de vie, pour de fortes augmentations de salaires, pour la réduction des heures de travail à salaire égal, contre l’État, le gouvernement, les patrons et les syndicats du régime !


* * *


İtalya - SI Cobas ve USB Liderleri Tutuklandı
İşçileri Patronların ve Devletin Saldırılarına Karşı Korumanın Tek Yolu Birleşik bir Sınıf Sendikası Cephesidir


Piacenza, Cumartesi, 23 Temmuz 2022

SI Cobas ve USB’ye karşı yürütülen ve iki sendikanın 8 ulusal ve yerel yöneticisinin tutuklandığı soruşturma, İtalya’da sınıf sendikalarına karşı yürütülen en son saldırıdır. Geçmişteki polis ve yargı manevraları arasında Ocak 2017’de SI Cobas Ulusal Koordinatörünün tutuklanması, Mart 2021’de Piacenza’da SI Cobas işçilerine ve liderlerine yönelik aramalar ve tutuklamalar ve aynı ay Cenova limanında USB delegelerine yönelik olanlar yer alıyor. Ancak sayıları yüzlerle ifade edilen ihbarlar, işten çıkarma bildirimleri ve kovuşturmalar, grevler sırasında grev gözcülerinin güvenlik güçleri tarafından şiddete maruz bırakılması ile sahada gerçekleştirilen fiziksel saldırılar gerçekleşmiş durumda.

Buna bir de rejim sendikalarının, işçi sınıfının artık geri kazanamayacağı örgütlerin ve her renkten burjuva siyasetinin manevraları ekleniyor. İki yıldır lojistik alanında CGIL’in karşı saldırısı devam ediyor; bir yandan büyük müteahhitlik şirketleriyle imzalanan anlaşmalarla işçilerin doğrudan işe alınması sağlanarak sözleşme sisteminin üstesinden gelinirken, diğer yandan taban sendikalarının (SI Cobas, Adl Cobas, USB) mücadeleleriyle kazanılan en iyi koşullar iptal ediliyor, bunlar müzakerelerden dışlanıyor ve ilgili depolardaki üyeleri azaltılıyor ya da tasfiye ediliyor.

CGIL, CISL ve UIL, lojistik alanındaki mücadelelerin başladığı 2010 yılından bu yana, sektörde "yasallığı" yeniden tesis etmek, yani işçilerin mücadelelerine son vermek, sendikal güçlerini garanti altına almak ve taban sendikalarının gücünü ortadan kaldırmak için her zaman kurumlara müdahale çağrısında bulunmuş ve onlarla işbirliği yapmıştır. SI Cobas ve usb liderlerinin tutuklanması karşısındaki sessizlikleri, bu suça nasıl ortak olduklarını ve rıza verdiklerini gözler önüne sermektedir.

Birbirini izleyen burjuva hükümetleri, parlamenter simya ile mükemmel bir süreklilik içinde, işçi mücadelelerine darbe vuracak ve işçilerin koşullarını kötüleştirecek tedbirler aldılar. Bunun iki çarpıcı örneği, sözde güvenlik kararnameleri ve - Draghi hükümetinin son icraatlarından biri olan - Medeni Kanun’da yapılan ve işçilerin sözleşme değişikliklerinde ödenmeyen ücretleri şirketlerden geri almasını engelleyen "müteselsil sorumluluğu" geçersiz kılan değişikliktir.

Polisiye, adli, sendikal, siyasi tüm bu hareket ve manevralar, açık bir toplumsal ve siyasi gerçeğin ifadesidir: İşçilerin mücadelesi yenilgiye uğradığı sürece, burjuva basınının ve partilerinin ikiyüzlü timsah gözyaşlarını uyandırır, proleterleri kurban rolüne hapsetmeye yarar; öte yandan, kararlılık, örgütlenme ve mücadele yöntemleri açısından zafere ulaştığında, o zaman burjuva sınıfı ve tüm silahlarını ona fırlatan siyasi rejimi tarafından tahammül edilemez. Demokrasinin, sermayenin işçi sınıfı üzerindeki diktatörlüğünün bir maskesi olduğu bir kez daha kanıtlanmıştır.

Bugün bu yeni yargı saldırısı, İtalya’nın en büyük iki taban sendikasını da içerecek şekilde, öncekilerden daha yüksek bir düzeyde gerçekleşmektedir. Bu bir tesadüf değildir çünkü burjuva rejimi ortaya çıkmakta olan sosyal durumdan büyük endişe duymaktadır. Dünya kapitalist ekonomisi çözülemeyen aşırı üretim krizi içinde bocalamaya devam ediyor. Geçen yılın ikinci yarısından bu yana devam eden yükselen enflasyon, Ukrayna’daki emperyalist savaşın patlak vermesiyle daha da kötüleşti ve ücretleri aşındırmaya devam ediyor. Dünyanın çeşitli ülkelerinde mücadeleler ve ayaklanmalar halihazırda devam etmektedir. CGIL başkanı geçtiğimiz haftalarda hükümeti ve patronları ücretler konusunda işçi mücadelelerinin yeniden başlama riski konusunda uyarmış ve rejim sendikalarının (CGIL, CISL, UIL, UGL) bunu önlemedeki temel işlevini yinelemiştir. Son olarak CGIL, hükümete desteğini açıklayarak burjuva rejimine olan tüm uşaklığını göstermiştir.

Burjuva siyasi tiyatrosu ise, işçilerin grevler yoluyla önemli ücret artışları elde etmek için mücadeleye atılmalarını engellemek amacıyla asgari ücretin belirlenmesini tartışmaktadır.

Ancak bu yeni yargı manevrasına SI Cobas, USB ve taban sendikacılığın geri kalanı, tutuklamaların hemen ertesi günü depolarda grevler ve birçok şehirde gösterilerle karşılık verdi. SI Cobas, USB ve tüm taban sendikacılık nihayet hızlı, derli toplu ve birleşik bir şekilde bugünkü gösteriyi düzenleyerek yanıt verdi. Bu birleşik sendikal sınıf cephesi, sadece bugün tutuklanan sendika militanlarının yanında durmak için değil, önümüzdeki aylarda işçilerin yaşam koşullarını savunmak için, güçlü ücret artışları için, eşit ücret için çalışma saatlerinin azaltılması için, hükümete, patronlara ve rejim sendikalarına karşı mücadelesini örgütlemek için devam etmemiz gereken yoldur!


* * *


Piacenza, sobota 23. července 2022
Zatčení vedoucích představitelů SI Cobas a USB
Jednotná odborová třídní fronta je jediným způsobem, jak bránit pracující před útoky šéfů a Státu

Vyšetřování proti odborovým svazům SI Cobas a USB, při kterém bylo zatčeno 8 celostátních a lokálních vedoucích představitelů obou svazů, je posledním útokem proti třídním odborům v Itálii. Z předcházejících machinací policie a soudů stačí připomenout zatčení národního koordinátora SI Cobas v lednu 2017, domovní prohlídky a zatýkání v březnu 2021 namířené vůči pracujícím a vedoucím představitelům SI Cobas v Piacenze a v témže měsíci proti delegátům USB v janovském přístavu. Výpovědi, vyhoštění a soudní procesy se však počítají na stovky a následují po fyzických útocích přímo v terénu, kdy policie násilně rozbíjí pikety během stávek.

K tomu se přidávají manévry prorežimních odborů, organizací, které už dělnická třída nemůže dobýt nazpět, a manévry buržoazní politiky všech barev. Již dva roky probíhá protiofenzíva odborového svazu CGIL v sektoru logistiky, kdy se podepisují dohody s velkými subdodavatelskými společnostmi, které na jedné straně umožňují najímat si přímo pracovníky a obejít tak systém pracovních smluv, na druhé straně se likvidují lepší podmínky vydobyté bojem základních odborových organizací (SI Cobas, Adl Cobas, USB), a vylučují je z vyjednávání a dochází k redukci nebo vyhazovu jejich členů v příslušných skladech.

CGIL, CISL a UIL od začátku bojů v logistice v roce 2010 vždy volaly po zásahu ze strany institucí a spolupracovaly s nimi, aby obnovily „právní řád“ v tomto odvětví, tj. aby ukončily boje zaměstnanců, aby si pojistily svou odborovou moc a eliminovaly sílu řadových odborů. Jejich mlčení tváří v tvář zatčení vůdců SI Cobas a USB vyjadřuje jejich spoluúčast a jejich souhlas.

Po sobě jdoucí buržoazní vlády v dokonalé kontinuitě navzdory parlamentním čachrům přijímaly opatření, která potlačují boje pracujících a zhoršují jejich podmínky. Dva do očí bijící příklady jsou tzv. bezpečnostní dekrety a – jeden z posledních aktů Draghiho vlády – novela občanského zákoníku, která ruší povinnost odpovědnosti hlavního objednavatele (pracovní síly), což znemožňuje pracujícím vymáhat po příslušných podnicích nevyplacené mzdy při měnících se kontraktech.

Všechny tyto akce a machinace – policejní, soudní, odborové, politické – jsou výrazem zjevné společenské a politické skutečnosti: dokud je boj pracujících porážen, vyvolává pokrytecké krokodýlí slzy u novinářů a buržoazních stran, jež napomáhají k uvěznění proletářů v roli obětí; když se stává vítězným – a to z hlediska odhodlání, organizace a metod boje –, pak jej buržoazní třída a její politický režim nemohou tolerovat a nasazují proti němu všechny své zbraně. Znovu se ukazuje, že demokracie je maskou diktatury kapitálu nad pracující třídou.

Dnes se tato nová ofenzíva ze strany soudů odehrává na vyšší úrovni než ty předchozí a jsou do ní vtaženy dva největší základní odborové svazy v Itálii. Není to náhoda, protože buržoazní režim je hluboce znepokojen vznikající sociální situací. Světová kapitalistická ekonomika se nadále potácí v neřešitelné krizi nadvýroby. Růst inflace, který trvá od druhé poloviny loňského roku, se s vypuknutím imperialistické války na Ukrajině ještě zhoršil a nadále podkopává mzdy. V několika zemích světa již probíhají boje a vzpoury. Šéf CGIL v minulých týdnech varoval vládu a šéfy před rizikem znovuoživení bojů pracujících ohledně mezd a zopakoval, že základní funkcí prorežimních odborů (CGIL, CISL, UIL, UGL) je zabránit tomu, aby se tak stalo. Nakonec odbory CGIL prokázaly veškerou svou servilitu vůči buržoaznímu režimu tím, že vyjádřily svou podporu vládě.

Buržoazní politické divadýlko zase debatuje o zavedení minimální mzdy, a to jen proto, aby se zabránilo pracujícím vyjít do boje a vydobýt si, prostřednictvím stávek, výrazné zvýšení mezd. 

Na tyto nové soudní machinace však SI Cobas, USB a zbytek základního odborového hnutí reagovaly pohotově, nikoli však pláčem nad porušováním demokracie a odvoláváním se na tento ideologický podvod uplatňovaný vůči proletářům, ale stávkami ve skladech a demonstracemi v mnoha městech, a to již druhý den po zatčení. SI Cobas, USB a veškeré řadové odborářské hnutí nakonec zareagovaly pohotově, kompaktně a jednotně svolaly dnešní demonstraci.

Tato JEDNOTNÁ TŘÍDNÍ ODBOROVÁ FRONTA je cestou, po které je třeba pokračovat, nejen stát po boku dnes zatčených odborových bojovníků, ale v následujících měsících organizovat boj pracujících na obranu jejich životních podmínek, za výrazné zvýšení mezd, za zkrácení pracovní doby při rovném odměňování, proti státu, vládě, šéfům a prorežimním odborům!