Partito Comunista Internazionale Indice - Numero precedente - Numero successivo
"COMUNISMO" n. 21 - maggio-agosto 1986
Avvertenza ai lettori.
— COMUNISMO E GUERRA (continua dal numero 18). La rivoluzione del 1905: Il partito si prepara - Ed ancora, il 13 febbraio in "Giornate rivoluzionarie" - Teoria e pratica della insurrezione - L'esercito dello zar davanti alla rivoluzione - La rivoluzione istruisce - Prime lezioni del potente sciopero (continua).
— LA TATTICA DELLA RIVOLUZIONE DOPPIA NELL'ESPERIENZA RUSSA (continua dal numero 19). La questione tattica - Invarianza del programma - Previste e codificate fasi tattiche - La rivoluzione di febbraio - Lo sbandamento del partito - La giusta previsione tattica si conferma - La non nuova tattica di Aprile - Il carattere di classe della rivoluzione compiuta - La forma Soviet - Il programma agrario - Il controllo operaio - L'IC - Fine del dualismo del potere - Lezioni per tutto il partito - L'arte della insurrezione - Sui Compromessi - Sul "cretinismo parlamentare" - Conquistare la maggioranza? - Come conservare il potere? - La rivoluzione d'ottobre risultato storico per la specie umana (continua).
— ORIGINI E STORIA DELLA CLASSE OPERAIA INGLESE (I). L'accumulazione primitiva (continua al n.23).
— Appunti per la Storia della Sinistra: Il Congresso di Lione
Dall’Archivio della Sinistra:
- Mozione della Sinistra sull'operato del Comitato centrale del Partito (l'Unità, 20 dicembre 25).
- Intervento del rappresentante della Sinistra nella Commissione politica per il Congresso di Lione (Critica Marxista, n.5/6, 1963).
- Dichiarazione per la Sinistra al Terzo Congresso del P.C.d'I. (Prometeo, 1928).
- Intervento di un compagno della Sinistra al Terzo Congresso del P.C.d'I. sul "Periodo Matteotti" (Prometeo, 1928).

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Dall’Archivio della Sinistra

Premessa
 

  A Lione, al termine di un rapporto durato sette ore, il rappresentante della Sinistra, rivolgendosi a Gramsci, dichiarò «che non si è in diritto di chiamarsi marxisti, e nemmeno materialisti storici, solo perché si accettano come bagaglio di partito certe tesi di dettaglio, che possono riferirsi vuoi all'azione sindacale, vuoi alla tattica parlamentare, vuoi a questioni di razza, di religione, di cultura; ma si è  giustamente sotto la stessa bandiera politica solo quando si crede in una stessa concezione dell'universo, della storia e del compito dell'Uomo in essa». Gramsci rispose riconoscendo la ragione della fondamentale conclusione enunciata dalla Sinistra, «ed ammise anzi che aveva allora scorto per la prima volta quell'importante verità».

  Questo è il motivo per cui noi diamo il nome dottrina al compiuto corpo teorico – scientifico marxista, ed è sempre per questa ragione che gelosamente lo difendiamo da ogni tipo di contaminazione, altri direbbe arricchimento, da parte di qualsivoglia scuola.

  La battaglia che Marx, Lenin e la Sinistra italiana hanno condotto, e l'attuale partito conduce, è al tempo stesso lotta rivoluzionaria di studio, di organizzazione, di preparazione insurrezionale e di difesa della purezza del programma e della tattica, risultato di esperienza e bilancio della ultracentenaria lotta di classe del proletariato.

  Le divergenze che videro contrapporre la Sinistra alla politica dell'Internazionale e della direzione centrista del PCd'I, che culminarono con il Terzo Congresso di Lione ed il Sesto Esecutivo allargato di Mosca, avevano appunto origine dal preoccupante eclettismo tattico che rischiava di annacquare le posizioni classiche del marxismo rivoluzionario con le bastarde ideologie piccolo-borghesi.

  Le preoccupazioni della Sinistra, sfortunatamente, non furono per nulla esagerate: gli errori di tattica divennero ben presto stravolgimento dei principi; da qui all'aperto tradimento il passaggio fu molto breve.

  I documenti dell'Archivio che ripubblichiamo servono a dimostrare quanto sopra detto, chiarendo ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che alla Sinistra non è mai interessato minimamente né il successo personale dei suoi dirigenti, né quello di "frazione". Ha sempre accanitamente lottato per la difesa della compagine del partito e del movimento proletario internazionale fino al supremo sacrificio di dovere assumere, quando l'affossamento del partito nelle melme controrivoluzionarie sembrò irreversibile, una coraggiosa presa di posizione autonoma e di rottura con la politica di quel partito nel quale lealmente continuava a militare.

  A 60 anni di distanza non si conoscono i verbali della discussione del Congresso, restano tutt'ora sepolti negli archivi del PCI e di Mosca. Ma se non ci è dato di conoscere il lunghissimo rapporto tenuto a nome della Sinistra e gli interventi dei suoi delegati, abbiamo però il magnifico corpo di tesi da noi presentato al congresso, la conoscenza del quale è indispensabile ad ogni compagno.

  Com'è tradizione della Sinistra, le tesi relegano le questioni italiane e contingenti all'ultimo posto, dando ampio spazio ai caratteri generali e fondamentali del partito. Non sono quindi le tesi di un congresso, ma sono le tesi del partito: di quello di ieri come quello d'oggi. Non le ripubblichiamo, almeno per ora, nella rubrica di "Archivio" essendo già stampate nel volume "In Difesa della Continuità del Programma Comunista" reperibilissimo da ogni compagno.

  Ripubblichiamo invece i seguenti documenti:
  1) La Mozione della Sinistra sull'operato del C.C. del Partito, da l'Unità del 20 dicembre 1925, dalla quale risulta chiaramente l'estraneità della Sinistra da ogni tipo di lotta per l'accaparramento dei posti di comando, ma unicamente per il raddrizzamento della rotta rivoluzionaria a livello nazionale ed internazionale.
  2) L'Intervento della Sinistra nella Commissione Politica per il Congresso di Lione, da Critica Marxista, nn. 5/6, 1963, che espone in maniera sintetica ma estremamente chiara i punti di dissenso ormai insanabili tra la Sinistra e la centrale del partito e conclude indicando l'unico sistema veramente rivoluzionario per la soluzione delle divergenze interne: «una seria ed esauriente discussione sui problemi della Internazionale stessa».
  3) La Dichiarazione della Sinistra al Terzo Congresso del PCd'I, in Prometeo, organo della Frazione all'estero, 1928: è l'atto di rottura ufficiale con la pratica disfattista dei dirigenti del partito paragonabile solo alla peggiore tradizione opportunista.
  4) La Sinistra e il Periodo Matteotti, in Prometeo, 1928. È l'intervento anonimo di un compagno della Sinistra che ripercorre le tappe della disgraziata tattica adottata del partito in seguito all'assassino Matteotti, analizza la politica dei partiti dell'antifascismo democratico, lo stato d'animo delle masse proletarie e le ragioni della decisiva sconfitta.